Savoia Marchetti SM.79 Sparviero, immagini, scheda e storia

 


Irnerio Bertuzzi mettono a segno due siluri contro le navi anglo-americane davanti ad Anzio. L'organizzatore intervista a Carlo Unia D. Sino al 25 giugno saranno effettuate solo missioni di ricognizione o di valutazione della munitissima difesa contraerea. Eravamo proprio in pochi della Naturalmente an-che il marito Enrico era d'ac-cordo con il suo modo di vivere.

Scheda tecnica


Chi da Roma ha deciso di mandarli nella lotta, sembra quasi confidare nella sorpresa e sperare in un colpo fortunato da propagandare: Il 23 agosto, l'S. Nonostante la presenza della caccia notturna avversaria, gli aerei si infilarono nel fuoco contraereo delle navi e delle batterie costiere, accecati dai fasci di luce bianca dei riflettori e lanciarono la nuova arma.

In quel periodo cominciavamo a preoccuparci di aerei che volavano a bassa quota. A tutta prima pensammo si trattasse di torpedini magnetiche, ma alla fine concludemmo che dovevano essere siluri, i quali si erano subito conficcati nel fango. Non riuscimmo a trovarne traccia. Spesso gli aquiloni esplodevano in aria con uno scoppio lacerante. Il 13 settembre un S. Il 14 ottobre il Comandante della a, cap.

Intanto altri 5 S. Peso dell'arma e potenza istallata del Savoia Marchetti SM. Tutte le foto di velivoli recanti due armi sono di propaganda. Alla fine del i primi due Nuclei sono ormai attivi: Carlo Emanuele Buscaglia, appena promosso capitano, comanda la a: Il 2 aprile, Cannaviello ed il ten.

Dopo una fase operativa effettuata da Catania-Fontanarossa, in Egeo si trova anche la a squadriglia. Poco dopo viene avvistata la formazione navale oggetto della segnalazione: Prima ancora di poter attaccare, i due S.

La difesa dorsale viene continuata con determinazione dal Serg. Fonzi che viene a sua volta ferito a una spalla.

Risulta ferito a un tallone anche il capo equipaggio. La sezione decide per il rientro. I documenti fotografici che seguono sono tratti dalla Rivista Aeronautica del maggio Le didascalie sono quelle originali.

Il 4 luglio, Buscaglia, Faggioni, , Cimicchi, Mazzigli conseguono il danneggiamento di un incrociatore ausiliario vicino a Famagosta, indi effettuano il mitragliamento di un aeroporto dell'isola di Cipro.

Dalla Sardegna ha cominciato ad operare 10 febbraio la a comandata dal cap. Amedeo Mojoli, poi dal cap. Franco Melley agosto Il 23 luglio 6 S. L'esordio operativo del reparto avviene alle h.

La sera, alle h. Dalla Libia opera invece la a squadriglia, comandata dal cap. Ricorrono invece danni per collisioni, mine.. La dislocazione dei reparti su aeroporti molto lontani crea gravi problemi logistici per quanto concerne l'approvvigionamento dei siluri. Il 17 dicembre, Aldo Forzinetti lascia per sempre i compagni di squadriglia e dopo pochi giorni non rientra Luigi Rovelli: Qui, come negli altri N.

Per risolvere la crisi dei rifornimenti a Malta, gli inglesi ne tentano il rifornimento con un doppio convoglio. Da Haifa, Alessandria, Porto Said partono dieci mercantili, una petroliera, una vecchia corazzata carica di rifornimenti, con la scorta di 8 incrociatori, 27 cacciatorpediniere, 4 corvette, 2 dragamine; ad ovest, provenienti dall'Inghilterra entrano in Mediterraneo cinque piroscafi ed una petroliera, scortati inizialmente da 1 corazzata, 2 portaerei, 3 incrociatori, 8 cacciatorpediniere, poi rilevati da un incrociatore, 9 cacciatorpediniere, 4 dragamine, 6 motovedette.

Da parte nostra vanno perduti 28 aerei, tra cui 8 SM. I 14 mercantili partiti dall'Inghilterra sono scortati in Mediterraneo da 2 corazzate, 3 portaerei, 3 incrociatori, 14 cacciatorpediniere, indi sostituiti per la parte finale della navigazione da 4 incrociatori ed 11 cacciatorpediniere: Contro questo imponente apparato, la Regia Aeronautica schiera aerosiluranti S. La Luftwaffe concorre con aerei pesanti integrati da numerosi caccia, mentre lo schieramento navale italiano comprende 6 incrociatori, 12 cacciatorpediniere, 19 MAS, 20 sommergibili e quello tedesco 2 sommergibili e 4 motosiluranti.

All'inizio di novembre, la Regia Aeronautica ha in carico S. Le prime segnalazioni di grosse forze navali anglo-americane navi da trasporto e 46 da guerra aprono la via a numerose congetture, ma presto si rivela l'obiettivo nemico.

Contro questo sbarco in Nord Africa effettuato con la protezione di ingenti forze aeree, i nostri aerosiluranti possono fare molto poco. Concentrati in Sardegna, aerei ed equipaggi vanno al massacro. L'11 novembre, Buscaglia guida 4 S. Questa volta gli Spitfires si accaniscono contro il velivolo di testa che comincia ad emettere fumo: Buscaglia continua l'azione, sorvola un cacciatorpediniere, riceve altri colpi e, coll'aereo ormai in fiamme, sgancia contro un piroscafo. Ancora il 28 novembre, Giulio Marini e G.

Il 30 novembre finisce invece tragicamente un attacco di 5 SM. Cimicchi riesce a tornare in Sardegna. Lamberto De Luca, consente di fornire fino a 20 minuti di superpotenza ai motori A. Al decollo, la potenza motrice unitaria sale da a ben cv. Mentre piccole aliquote di aerosiluranti intervengono contro le navi assedianti Pantelleria maggio-giugno a Gorizia si prepara una importante missione contro la rada di Gibilterra.

Si utilizzano i primi esemplari di una nuova versione dell'S. Per i dieci aerei a disposizione si preparano gli equipaggi del ten. Francesco Aurelio Di Bella, cap. Giulio Cesare Graziani, cap. Solo Cimicchi rientra ad Istres alle h. Pochi giorni dopo, il 24 giugno, i superstiti 8 S. Eppure la notte del 16 luglio, durante l'invasione della Sicilia, un isolato SM. Tra luglio ed agosto sono effettuate le uscite operative di velivoli con la perdita di 15 S. Nel tardo pomeriggio dell'8 settembre, 12 S.

Il10 settembre, 10 S. Dei 25 aerei partiti, 13 giungono a Decimomannu e 7 a Milis, 2 ammarano dopo un attacco di caccia tedeschi e 3 debbono rientrare a Siena. Ad essi bisogna aggiungere 9 S. Dopo un breve trasferimento a Korba, in Tunisia, tutti gli S. All'8 maggio , la Regia Aeronautica co-belligerante ha ancora 24 S. Remo Cadringher che affida l'incarico al magg. Faggioni e viene organizzato su tre squadriglie.

Nell'ottobre , esso ha un solo S. L'8 marzo , 7 S. Egidio e la notte del 10, Faggioni ed il ten. Irnerio Bertuzzi mettono a segno due siluri contro le navi anglo-americane davanti ad Anzio. La notte del 14, vi ritornano tutti e sette i velivoli: Giuseppe Balzarotti e Giovanni Teta. Il 6 aprile, durante il volo di trasferimento da Lonate Pozzolo a Perugia, nel cielo toscano una dozzina di S. Il 2 giugno , Marini si trasferisce ad Istres con 10 velivoli per ripetere l'azione su Gibilterra.

Decollati nella serata del 4 giugno, ben 9 aerei riescono a sganciare nella rada, anche questa volta piena di navi ed illuminata: Nella rotta di rientro tre S. In luglio ed agosto, 12 S. Francesco Del Prete effettua un ultimo vittorioso attacco. Risultano ancora in carico 14 trimotori efficienti, 12 in riparazione, 8 in fase avanzata di costruzione presso la SIAI di Vergiate.

Nel dopoguerra, l'Aeronautica italiana usa i superstiti S. Nel la neonata Aviazione militare libanese si fornisce di quattro S. Nel periodo postbellico il velivolo vede l'impiego come trasporto e traino bersagli gli agganci per quest'ultimo utilizzo sono visibili nella parte ventrale. Nel dopoguerra lo stato mediorientale acquista quattro Sparvieri.

Due Savoia Marchetti SM. I due Savoia Marchetti SM. Da qualche tempo, amici, conoscenti e colleghi mi rivolgono spesso questa domanda: Egli vede una cosa sola: Nel nostro caso si tratta del cap. Buscaglia e con il com. Quali erano le mansioni specifiche del secondo pilota a bordo dell'SM. L'intervento del comandante era per eventuali correzioni di rotta. Ed io sempre leggero sui comandi.

Guai se scostavo anche per un istante una mano dal volantino. Chi veniva designato come secondo pilota? Ma il primo era sempre ufficiale. Questi i concetti di massima. Fior di ufficiali capi equipaggi e una schiera di secondi esperti, con migliaia di ore di volo, in condizione di essere a loro volta capi equipaggi in qualsiasi momento. Che compito aveva il secondo pilota quando l'aereo veniva attaccato dalla caccia nemica? Rotta magnetica per raggiungere un determinato punto, N.

Ore e ore di volo a volte senza dire una parola — tutti sapevano quello che dovevano fare e come intervenire in caso di emergenza. Ed a conclusione Di Gennaro ci descrive la famosa azione del 13 ottobre '41, come la visse a bordo del suo SM.

Ma in guerra ha fatto faville Se ne potrebbero raccontare a decine. Le due corazzate erano la Queen Elizabet e la Barham. La reazione contraerea si fa onore. Sembra finita, il velivolo con l'ala destra ormai sta per impattare l'acqua ma in extremis risponde alle manovre del pilota e riprende l'assetto normale. Che volo per circa km con tanti danni! Appoggiati al piano di coda di un Savoia Marchetti SM. Le apparecchiature radiotelegrafiche e radiogoniometriche installate a bordo degli aerei italiani — e, in specie, degli SM.

Ci si faceva l'abitudine e tutto rientrava nella norma. Di apparecchi nuovi da montare in sostituzione di quelli guasti, neppure a parlarne. Questo poteva succedere se si utilizzava il radiofaro sbagliato. Il radiofaro era una emittente di onde hertziane a fascio diretto. Si capisce che doveva trattarsi dei radiofaro giusto. Bisogna anche tener presente che il radiofaro indicava la direzione non la provenienza: Se lo strato di nubi fosse continuato, andava a finire nel Golfo Persico!

Tra gli anziani, la prima lettera, la Q, veniva sovente eliminata, ritenuta superflua. La lettura, poi si aveva col procedimento inverso. L'ufficiale disse che si trattava di una bomba d'aereo Tra i fatti che fecero pensare ad un'azione di sabotaggio vi fu la constata diminuzione di pressione nel serbatoio di aria compressa dei siluri dei velivoli rientrati. Una volta, di notte, volammo fianco a fianco con un apparecchio che, solo dopo un lungo tratto, capimmo essere inglese.

Un'altra volta eravamo in missione di libera caccia, in vista d'una costa brulla e disabitata. I due gregari si abbassarono a loro volta. Ma nel mio velivolo, io non sparai e impedii di sparare a un altro mio compagno che aveva puntato la mitragliera di sinistra. Strillava come un ossesso. Anch'egli parla in modo aperto e schietto, con la simpatica cadenza veneta, in un alternarsi di ricordi e stati d'animo opposti, solo parzialmente sopiti dal tempo: Comunque gli effetti si vedevano.

Altra grande differenza era anche qui tra un bombardamento diurno e uno notturno. Ma non sempre si poteva condurre l'azione come si voleva: Vi erano ordini severissimi di non toccare obiettivi non militari.

Guai a chi mancava: I capiequipaggio, quando mancavamo il bersaglio imprecavano, specie se l'errore era grossolano e non sussistevano valide giustificazioni. Vicini al bersaglio mi ordina di lasciargli il mio posto per fare lui il puntamento e lo sgancio. Era un duro; incalza gridando: A proposito di mitragliatrici: Serena, che non era un pinguino come l'altro Ci capitava spesso di portare ufficiali dell'Esercito o della Marina come osservatori, oppure fotografi o un altro armiere.

Si portavano a volte anche giornalisti od operatori cinematografici che per calma e coraggio non erano secondi a nessuno. Seccato, non mi perdo d'animo e tento un bluff. Il discorso sulle nostre bombe aeree merita qualche precisazione. La tecnica era questa: Delle bombe di piccolo e medio calibro, bombe speciali, spezzoni ecc, non credo meriti parlare: E sa cosa abbiamo dovuto fare noi armieri?

La rotta era comunque assurda e incomprensibile per noi: Eravamo proprio in pochi della Come al solito andai dal mio capo equipaggio, ten. Io presi posto nella gondola. Tutto per il meglio. Niente, niente; all'infuori del convoglio nemico che continuava ormai indisturbato la sua rotta verso nord, il mare era pulito.

Come mai questo assenteismo? E gli altri aerei dall'Italia? Arriva in aeroporto il gen. Mentre si parcheggiava l'aereo ci accorgemmo che un insolito gruppo di persone si stava avvicinando a noi e tra queste riconoscemmo il generale Longo comandante dell'Aeronautica dell'Egeo. Allora lui, quasi per non darmela vinta: E dagliela, me la stava tirando proprio fuori: La calma mi era improvvisamente passata e stavo andando in tilt.

Alla faccia della mia faccia di tolla! Ormai mi era uscita, ed era una battuta grave e pesante, rivolta ad un generale.

Bene perdio, che i capi sappiano come la pensiamo e cosa succede! Se me ne avesse dato occasione avrei detto le stesse cose! I siluri usati dagli aerosiluranti erano esattamente quelli della nostra Marina per i MAS?

Anche quelli commissionati alla Whitehead dalla Luftwaffe, di cui noi ricevemmo un quantitativo per i primi approvvigionamenti, erano dello stesso tipo? Aveva inoltre dei settori morti in cui la caccia nemica poteva attaccare abbastanza facilmente.

Dopo le prove con l'SM. Non vi erano altre alternative? Non fu pertanto mai impiegato come aerosilurante. Dispone di notizie e dati precisi su un nostro radiolocalizzatore Vespa montato sperimentalmente su un SM.

So che nel venne montato un nostre radiolocalizzatore su un SM. Ha rapporti sulle prove? All'atto dell'impatto in acqua il paracadute si sganciava ed il siluro effettuava la sua. Vi erano ancora alcuni particolari tecnici da perfezionare, ma non se ne fece nulla. Ma all'aereo non risultava difficile trovare le navi?

Esistevano delle analogie nelle tattiche di attacco nostre e degli aerosiluranti delle altre Potenze, ovvero esistevano tattiche diverse, persino sostanzialmente opposte?

Vi furono scambi di esperienze tra noi e i nostri alleati? I Tedeschi seguivano la nostra tattica di attacco nel Mediterraneo i loro equipaggi vennero addestrali a Gorizia ed a Siena, in parte ; degli Inglesi si sa poco. Ne avevamo in forza o, almeno, in fasi progetto? Quale avrebbe potuto essere? Quando, di fatto, ci rendemmo conto che gli Inglesi disponevano di radar?

E quando di caccia con radar a bordo? Che provvedimenti di carattere tecnico-tattico fu possibile adottare? Inoltre dopo lo sbarco in Africa Settentrionale degli Alleati era stata creata una rete radar efficientissima lungo tutta la costa. Sulla via del ritorno da un volo di guerra alturiero, compiuto su velivolo terrestre, scompariva nel mare che la sua ala vittoriosa aveva tante volte sorvolato.

Costretto il velivolo ad ammarare, veniva accolto sul battellino di salvataggio e sul fondo di quello, che male teneva il mare, sopportava stoicamente il dolore delle carni martoriate, senza una parola di lamento, incoraggiando anzi i propri compagni a resistere nella durissima prova.

Maresciallo dell'Aria, quadrunviro e fedele soldato del Duce nell'ora della vigilia, del combattimento e della vittoria, insuperabile trasvolatore di continenti e di oceani, colonizzatore di masse e reggitore di terre imperiali con le armi, con le leggi e con opere di romana grandezza, nel cielo di Tobruk, mentre si accingeva a scagliare oltre confine le valorose truppe ed i possenti stormi, concludeva con il sacrificio supremo l'eroica sua vita, nella memoria delle genti eternando le gesta e le glorie della razza.

Eroicamente rimaneva al suo posto di lotta e gloria fino a quando non veniva sopraffatto dai maggiori mezzi dell'avversario, dando esempio di supremo eroismo e di completa dedizione alla Patria. Deceduto all'Ospedale Militare di Tobruk il 13 dicembre in seguito a ferite riportate in combattimento aereo. Alla testa dei suoi piloti, nelle giornate dell'offensiva inglese in Marmarica, si prodigava con magnifico slancio e con dedizione incomparabile anche in difesa dei combattimenti di terra.

Colpito a morte reclinava sui comandi la nobile fronte. Comandante di un gruppo di aerosiluranti, fiaccola d'eroismo e maestro della arma nuovissima, in trentadue vittoriose azioni di siluramento tra uragani di ferro e idi fuoco, confermava lo spirito guerriero dell'italica gente, infliggendo alla marina nemica la perdita di oltre Luminoso esempio di supremo eroismo. Addetto aeronautico all'estero, trovandosi in licenza in Italia, in un'ora assai grave per il Paese si offriva volontariamente e chiedeva insistentemente di assumere il comando di un reparto di aerosiluranti destinato ad attaccare una forza navale nemica nelle acque della Sicilia.

Mentre compiva con quest'intento l'azione, un proiettile spezzava la sua ala eroica. Non vinto ancora, sganciava il siluro precipitando in mare accanto al colpito potente scafo nemico. Esempio di eroismo e di suprema dedizione alla Patria. Con calma ammirevole e sereno sprezzo del pericolo, noncurante delle fiamme, portava l'apparecchio sulle nostre linee e solo allora ordinava al personale di bordo, che con audacia aveva respinto l'attacco abbattendo due assalitori, di lanciarsi col paracadute.

Col preciso lancio dei suoi siluri colpiva ed affondava o danneggiava gravemente ventuno fra piroscafi e navi da guerra nemici. Prima di partire lasciava uno scritto al proprio comandante affermando che non avrebbe lasciato il cielo della battaglia se non dopo aver colpito la nave portaerei segnalata. Con abile manovra, calma e perizia, effettuava un riuscito ammaraggio alla luce lunare, portando in salvo l'intero equipaggio.

Armiere di un velivolo da bombardamento, durante l'attacco ad una base nemica d'oltremare, difendeva strenuamente il suo velivolo contro preponderanti formazioni da caccia. Alto esempio 'di eroismo, oltre il dovere. Centrato dal fuoco della nave, precipitava in mare: Deceduto a Shannon Irlanda il 26 febbraio per incidente di volo. Con fraterna devozione assisteva il collega osservatore morente che trovava la forza estrema di additare ai compagni il sublime comportamento del giovane pilota.

Per tutto il pomeriggio e la notte provvedeva da solo a dirigere il battello verso terra fieno a che dopo diciannove ore di navigazione, riusciva a sbarcare sulla riva i compagni feriti. Raccogliendo in un supremo sforzo le proprie energie, compiva una lunga e faticosa marcia per raggiungere un Comando Alleato cui chiedeva i soccorsi. Nato il 29 maggio a Montescudaio Pisa.

Deceduto nel cielo di Ras al Ara il 15 ottobre in azione di guerra. In un'azione a bassa quota, contro forti e vaste formazioni meccanizzate nemiche, attaccato da numerosi caccia nemici, ne sosteneva impavido l'urto in una strenua ed impari lotta. Ancora una volta rientrava alla base col velivolo seriamente colpito dopo un volo di km.

Deceduto nel cielo del Mediterraneo il 14 giugno in azione di guerra. Esempio sublime di eroismo e di sereno spirito di sacrificio. Deceduto nel cielo del Mediterraneo il 27 luglio in azione di guerra. Superando le sofferenze fisiche di una scossa salute, si prodigava, sempre primo alla testa dei suoi reparti, dando superbo esempio ai dipendenti.

Africa il 28 novembre in seguito a ferite riportate in combattimento aereo. Precipitava quindi gloriosamente 'con il velivolo in mare, nella luce di una nuova superba vittoria dell'Ala italiana. Giorgio in Bosco Padova. Deceduto nel cielo del Mediterraneo il 27 marzo in combattimento aereo. Purissimo eroe, espressione della forte gente italica e della sua tradizione guerriera. Investito dalle fiamme faceva olocausto della sua fiorente giovinezza alla Patria.

Primo in ogni rischio partiva di notte per compiere un bombardamento su lontana e munita base avversaria, ma, dopo il decollo a pieno carico, per improvvisa avaria dei 'motori, era costretto a discendere su terreno accidentato, riuscendo con grande perizia a posarvi l'apparecchio che s'incendiava.

Deceduto nel cielo del Mediterraneo Orientale il 26 giugno in azione di guerra. Vista l'arma abbandonata dall'armiere ferito ed accortosi di un nuovo attacco avversario proveniente dal basso, si precipitava per reagire in quella direzione. In un volo di guerra, non vinto dal nemico ma dall'insidia del destino, incontrava morte gloriosa in servizio della Patria in armi.

Deceduto nel cielo del Mediterraneo il 4 luglio in azione di guerra. Durante un bombardamento diurno su munitissima e lontana base nemica d'oltremare, mentre ultimava il tiro ed il lancio dello bombe, veniva attaccato da numerosi apparecchi da caccia avversari. Egli rimasto ultimo e solo difensore del velivolo, continuando strenuamente a combattere, riusciva a respingere gli attacchi.

Deceduto a Milano il 29 gennaio per malattia. Sottoposto alle prime cure esprimeva il suo orgoglio per il dovere compiuto e il suo auspicio per i migliori destini della Patria. Giunto a minima distanza dall'obiettivo la sua ala veniva infranta dal fuoco nemico e con essa precipitava.

Espressione sublime di dovere che la morte innalza al mito. Capo equipaggio di velivolo aerosilurante, durante l'attacco in pieno giorno di una potente formazione navale nemica, scortata da portaerei, assalito da soverchianti forze da caccia, si lanciava con animo saldo e superba decisione contro una nave portaerei, che silurava da distanza ravvicinata.

Dalla lotta asperrima cercata, voluta e fermamente sostenuta, abbattuto dalla difesa nemica, l'apparecchio non rientrava alla base. Alto esempio di una vita tutta dedicata al servizio della Patria e di assoluta dedizione al dovere spinto fino all'estremo limite del sacrificio.

Deceduto nel cielo del Mediterraneo Orientale il 24 giugno in azione di guerra. Con le carni straziate dal piombo nemico sopportava con stoica fermezza il tormento di una lunga permanenza in mare, senza un lamento, solo timoroso di essere di impaccio ai camerati col proprio corpo ormai inutile. Sentendosi prossimo alla fine rivolgeva ai compagni parole di saluto per la Patria e per la sua famiglia, pregando di essere, dopo morto, gettato in mare. Rifiutando poi il soccorso che gli volevano portare i compagni di volo, li invitava a non preoccuparsi di lui, ma solo del nemico.

Si trascinava quindi al posto di pilotaggio per manifestare al comandante la sua gioia per l'esito del tiro. All'ospedale sopportava con romana fierezza e stoico coraggio l'amputazione della gamba, dicendosi soltanto fiero e lieto d'aver potuto compiere tutto il suo dovere verso la Patria. Deceduto nel Mediterraneo Centrale il 2 dicembre in azione di guerra.

Colpito da una raffica di mitragliatrice fondeva nel rogo dell'ala la fiamma del suo ardimento, scomparendo quindi nel cielo della battaglia. Deceduto nel cielo del Mediterraneo Centrale il 12 ottobre in combattimento aereo. Home Chi siamo Contatto Credits Link. Velivolo da bombardamento, trimotore, monoplano a struttura mista.

Alfa Romeo R. Alessandro Marchetti pilota collaudatore: Il Savoia Marchetti S. Trionfo nella corsa Istres - Damasco - Parigi All'inizio del , sempre con motori Alfa , la Savoia Marchetti appronta esemplari privi delle installazioni belliche, per voli su lunghe distanze: Gli studi e le esperienze di radio guida, il Savoia Marchetti SM.

Terna di Marchetti SM. A segnali convenuti il motorista azionava la levetta per il lancio del siluro. La obbliga-rono a rinunciare i propri be-ni e la rinchiusero in un mo-nastero. Le vennero restituiti i suoi diritti solo per intervento della regina Edith. Si spegneva tre anni dopo a Quedlinburg, il 14 marzo , e venne sepolta accanto al mari-to Enrico. Una vita movimentata quella di Matilde. Come madre di fa-miglia e come regina. Il suo culto liturgico si impo-se proprio a Quedlinburg.

Naturalmente an-che il marito Enrico era d'ac-cordo con il suo modo di vivere. Matilde si alza-va, e all'insaputa del marito, abbandonava la camera reale per consacrarsi alla preghiera e ritornare a Dio che lei ama-va d'un amore puro e serviva con una fede senza tentenna-menti.

E di fatto egli se ne accorse, ma faceva finta d'ignorarlo, sa-pendo che le azioni di Matilde erano buone ed utili ad en-trambi. Gli diede un suo braccialetto dicendogli: Sembra che questo sia stato uno dei primi e-sempi di preghiera di suffragio per le anime.